Perché?

Perché questo blog?
Per chi ama ancora la galassia Gutenberg?
Per chi ha paura dell'invasività della tecnica disumanizzante?
Per chi ritiene indispensabile ancora la cultura umanistica?

Affinché la tecnica sia davvero mezzo e non fine

venerdì 26 novembre 2010

"Novembre" - poemetto sul terremoto in Irpinia di Domenico Cipriano a Pratola Serra (Avellino)


L'Associazione Agorà è lieta di invitarvi alla

PRESENTAZIONE DEL POEMETTO DI


DOMENICO CIPRIANO - “NOVEMBRE” (Transeuropa Edizioni)

con prefazione del prof. Antonio La Penna

SABATO 27 NOVEMBRE ORE 17,30

ORATORIO - PRATOLA SERRA (AV)

Introduce: Raffaele Barbieri

Ne parlano: Enzo Rega, Paolo Saggese, Paolo Speranza

Sarà presente l’autore

Durante la serata sarà proiettato il video NOVEMBRE 1980-2010

curato da Anna Ebreo e Federico Iadarola e ispirato alle poesie, per le musiche di Fabio Lauria e Vito Rago e la voce di Enzo Marangelo


Al libro è accluso il CD di Pippo Pollina. Ultimo Volo - Orazione civile per Ustica

^^^^

L’Associazione Agorà

CHIUDE GLI INCONTRI DEDICATI AL SISMA DEL 23 NOVEMBRE 1980

CON IL POEMETTO DI DOMENICO CIPRIANO DAL TITOLO “NOVEMBRE” (ED. TRANSEUROPA) PREFATO DAL PROF. ANTONIO LA PENNA

Sabato 27 novembre ore 17,30 Oratorio di Pratola Serra

Un’occasione che chiude gli incontri in Irpinia sul sisma del 1980, organizzata dall’Associazione Agorà per sabato 27 novembre a Pratola Serra, presso l’Oratorio, alle ore 17,30 nell’ambito dell’itinerario culturale: A volte, ieri, domani, sarà la presentazione del poemetto di Domenico Cipriano dal titolo “Novembre”, edito da Transeuropa. L’incontro sarà anticipato da un video ispirato ai testi, curato da Anna Ebreo e Federico Iadarola, per le musiche di Fabio Lauria e Vito Rago e la voce di Enzo Marangelo.

A discutere con l’autore saranno il critico letterario Enzo Rega, il presidente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud Paolo Saggese e il direttore dei Quaderni di Cinema Sud Paolo Speranza, introdotti da Raffaele Barbieri.

Una raccolta di poesie sofferte, che parlano del sisma dell'80, dell’Irpinia, della sua gente, di ricordi, di ricostruzione, di futuro. Un libro di grande spessore e originalità, che si avvale della prefazione del Prof. Antonio La Penna, che così scrive: “I numeri dei versi corrispondono a un jeu de chiffres: le strofe sono 23, perché la data del terremoto è il 23 novembre; ciascuna strofa è di 7 versi e il prologo è di 34, perché il terremoto scoppiò alle 7 e 34; l’introduzione poetica è di 11 versi, perché novembre è l’undicesimo mese dell’anno. Credo che sia ben difficile trovare, nella poesia di oggi, qualche cosa di analogo o affine. Senza avviarci in una ricerca di esito incerto, diciamo che l’architettura è una traccia paradossale del terremoto, che di architetture ne ha distrutte moltissime”. Scrivere è un mezzo efficacissimo per cogliere i battiti e le paure della vita. Così, attraverso la parola, Cipriano sveste un sentire primordiale del tempo, che si delimita e si concretizza. Un sentire che vive in un’altra forma: la speranza. Quest’ultima, con l’abbandono ai ricordi, appaiono come due rotte di tempo, di rette verso il futuro e verso il passato. Tuttavia, se si dimentica il tempo lineare, la differenza tra le due scompare, e si genera il trasloco dalla percezione. A questo punto la scrittura gioca un ruolo cruciale, perché essa si incarica di unire la riva del passato con quella del futuro. Afferma Domenico Cipriano in un’intervista rilasciata ad Antonietta Gnerre: “La letteratura celebra anche eventi che lasciano tracce indelebili nella vita di una comunità. Chi scrive, soprattutto poesia, cerca di recuperare quell’emotività perduta, il sentimento contro il sentimentalismo falso che ci è sempre più trasmesso in questi anni. Una ferita aperta può essere l’occasione di ripercorrere e vivere con più coerenza la nostra breve esistenza, dobbiamo farne esperienza, per comprendere la forza emotiva che ci anima e che non dobbiamo perdere, la poesia aiuta anche a questo, a non perdere la nostra capacità di sentire ciò che viviamo”.

Alla pubblicazione di Domenico Cipriano si accompagna un lavoro musicale, il CD di Pippo Pollina dal titolo “Ultimo Volo - orazione civile su Ustica”, realizzato per ricordare quell’immane tragedia con lo sguardo inedito dell'unico personaggio in possesso della verità: il Dc9 Itavia, che si inabissò tra le isole di Ustica e Ponza. Un’opera coinvolgente, in perfetto equilibrio tra musica, teatro e narrazione, per cercare ancora la verità e perché Ustica non sia mai dimenticata. Alle letture, affidate alla voce recitante di Manlio Sgalambro (il filosofo noto anche come paroliere di Franco Battiato), si intrecciano le canzoni e le musiche di Pippo Pollina, accompagnato dal Palermo Acoustic Quartet e dagli archi della Filarmonica “Arturo Toscanini”. L’iniziativa è in collaborazione con il Traseuropa edizioni.



Nessun commento: