Perché?

Perché questo blog?
Per chi ama ancora la galassia Gutenberg?
Per chi ha paura dell'invasività della tecnica disumanizzante?
Per chi ritiene indispensabile ancora la cultura umanistica?

Affinché la tecnica sia davvero mezzo e non fine

sabato 13 gennaio 2018

"Il pensiero poetante. Antologia tematica di poesia e teoria": "Il mito" (2017)



Dal nuovo volume monografico di "Il pensiero poetante" (Antologia tematica di poesia e teoria) dedicato a Il mito - a cura di Fabio Dainotti - riportiamo l'inizio della Premessa e l'indice:

PREMESSA
Mircea Eliade, proprio all’inizio del suo Il mito dell’eterno ritorno (1949), dichiara di voler analizzare le società “premoderne” o “tradizionali”, intendendo sia il mondo che viene chiamato “primitivo” sia le antiche civiltà di Europa, Asia e America, culture che hanno espresso nel mito le proprie concezioni dell’essere e della realtà, incorporandovi la propria “filosofia”. Scrive Eliade: “Evidentemente le concezioni metafisiche del mondo arcaico non sono state sempre formulate in un linguaggio teorico, ma il simbolo, il mito, il rito esprimono, su piani diversi e con i mezzi che sono loro propri, un complesso sistema di affermazioni coerenti sulla realtà ultima delle cose, sistema che può essere considerato una vera metafisica” (tr. it. Borla, Milano 2010). Svelati, i miti, rivelano la volontà di questi uomini di individuare la propria posizione nel cosmo, laddove invece, nota Eliade, l’uomo moderno occidentale, erede della tradizione giudaico-cristiana, vuole piuttosto fare i conti con la storia. Ma, pur provenendo da sponde diverse, Edgar Morin, nella sua “critica” autobiografia (Autocritica, 1958), dopo il predominio della ragione strumentale oggettivante (il feticcio della “realtà oggettiva”), ribadisce come la magia, il mito, l’immaginario facciano parte delle “strutture umane”.
Il confronto col mito è dunque, sempre e per sempre, ineludibile.

INDICE

POESIA
Aldo Amabile, Palinodia ultima
Aldo Amabile, Davvero credevi che il mondo finisse
Tommaso Avagliano, Epitaffio per un soldato
Donatella Bisutti, Sciamano
Corrado Calabrò, Il filo di Arianna
Giovanni Caso, Nella scintilla del mito
Antonio Filippetti, Il mio mito
Luigi Fontanella, Di puro sorriso
Luigi Fontanella, In una sala d'attesa
Gianpasquale Greco, Marc'Aurelio (Kairos)
Steven Grieco-Rathgeb, Monologo di Erisychthon
Vincenzo Guarracino, Ballata delle Parche
Giorgio Linguaglossa, La città degli immortali
Luigi Mazzella, Il mito
Ines Betta Montanelli, Non c'è luna stanotte
Ines Betta Montanelli, I miti dell'infanzia
Emanuele Occhipinti, Nostalgia del regno di Crono
Guido Oldani, Parole vere
Guido Oldani, Il modello
Guido Oldani, Le suole
Guido Oldani L'osservatorio
Guido Oldani, Gli uccellini
Laura Sagliocco, Linfe caste di Afrodite

DISEGNI
Michelangelo Angrisani
Corrado Calabrò
Claudio Guariglia
Renato Intignano
Rosamaria Maiorino Balducci

PROSA
Corrado Calabrò, Senso, realtà, mito nella poesia classica
Marina Caracciolo, Il mito di Barbablù dalla favola di Perrault a Gilles de Rais alle "Palinodie" del Novecento
Francesco D'Episcopo, Mitografie letterarie
Carlo Di Lieto, "Il teatro dei miti": l'ultimo Pirandello
Marco Galdi, Il mito di Europa
Emerico Giachery, Ungaretti e il mito
Guido Oldani, L'innominato del realismo terminale
Enzo Rega, Il mito, pensiero poetante
Lorenza Rocco Carbone, Dino Campana, mito e poesia

*
Genesi Editrice
via Nuoro, 3
10137 Torino
genesi@genesi.org

venerdì 29 dicembre 2017




ne I balzi rossi recensione di Nel guscio di Ian McEwan

"Tutto il resto è caos" (p. 173) sentenzia al momento della nascita il protagonista 'ventriloquo' - nel senso che lo abbiamo sentiamo parlare, o perlomeno pensare, finallora dall'interno del ventre materno: Nel guscio, appunto, come s'intitola questo funambolico romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan ("Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna" è l'esordio a p. 3). Funambolico verbalmente, con un'esercizio di scrittura ...

continua a leggere;
 https://ibalzirossi.blogspot.it/2017/12/ian-mcewan-nel-guscio-2017.html

giovedì 28 dicembre 2017

da Ian McEwan - una citazione




Vivere confinati in un guscio di noce, vedere il mondo in due pollici di avorio, in un granello di sabbia. Perché no, quando la letteratura tutta, e l'arte, e ogni impresa umana altro non sono che puntini nell'universo del possibile? Quando l'universo stesso potrebbe rivelarsi un puntino in una moltitudine di universali reali e possibili?

Ian McEwan, Nel guscio, tr. it. di Susanna Basso,
 Einaudi 2017, p. 56



mercoledì 27 dicembre 2017

E. Rega sulla poesia di M. Bàino in Poetarumsilva





Mariano Bàino, come scrive Andrea Cortellessa in quarta di copertina di Prova d’inchiostro e altri sonetti, Nino Aragno Editore, 2017, era nel Gruppo ’93 – del quale ha fatto parte, dirigendo tra l’altro la rivista “Baldus” con Biagio Cepollaro e Lello Voce –, «l’anima più colta e ludica, la più acrobatica e pure, però, la più melanconica.» Cifra quest’ultima che resta – sempre Cortellessa – caratterizzante ancora oggi.

continua a leggere
https://poetarumsilva.com/2017/12/19/prova-dinchiostro-e-altri-sonetti-mariano-baino-enzo-rega/

martedì 26 dicembre 2017

"La mascherata" di Moravia: Servitori e intellettuali





"Nulla da fare con i servitori," disse ansimando il Saverio mentre si arrampicavano su per l'angusta scaletta a chiocciola. E spiegò come ai servitori, a differenza dei contadini e degli operai, facesse completamente difetto la coscienza di classe. Essi erano, soggiunse, in una posizione molto simile a quella degli intellettuali. Infeudati cioè e parassiti della borghesia. Da un poeta o da uno staffiere non c'era, insomma, da aspettarsi nulla di buono: dal primo perché l'arte è sempre profondamente reazionaria e conservatrice, dal secondo perché servire vuol dire tradire. Ma in una rivoluzione si può ancora trarre qualche utilità dagli intellettuali per fare opera di propaganda; i servitori invece non soltanto sono inutili ma anche dannosi; epperò  vanno stroncati senza pietà. Sono i servitori che nelle rivoluzioni disonorano la causa per cui pretendono di militare con atrocità e infami rappresaglie esercitate ai danni dei loro antichi padroni. Dai ranghi dei servitori potevano venire fuori dei carnefici, non degli apostoli. Così il Saverio si vendicava delle manopole di cui l'avevano tempestato le ragazze nella stanza da stiro.

Alberto Moravia, La mascherata, 1941, I edizione "I Grandi Tascabili", Bompiani 1997, pp. 114-115


domenica 24 dicembre 2017

Trilussa - Er presepio

Er presepio


Ve ringrazio de core, brava gente,
pé 'sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v'odiate,
si de st'amore non capite gnente...

Pé st'amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare 'na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l'amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

TRILUSSA

da PensieriParole

mercoledì 20 dicembre 2017

da Paul Auster, una citazione




... quando una persona è abbastanza fortunata da vivere all'interno di una storia, da vivere in un mondo immaginario, i dolori di questo mondo svaniscono. Perché fino a quando la storia continua, la realtà non esiste più.


Paul Auster, Follie di Brooklin, Einaudi, 2005, p. 135 (tr. it. di Massimo Bocchiola)