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giovedì 31 luglio 2008

Messina: Horcynus Festival 2008

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VI edizione, dal 20 luglio al 3 agosto 2008, dell'Horcynus Festival, la rassegna cinematografica curata dal Parco letterario Horcynus Orca, dedicato allo scrittore Stefano D'Arrigo, che si tiene a Capo Peloro, frazione di Messina, nell'estremo lembo di terra che si protende verso l'Italia: di fronte alla calabrese Scilla e quindi nel luogo corrispondente alla mitica Cariddi. Il Parco e il festival fanno da ponte culturale tra Continente e mediterraneo, Europa e Medio Oriente, come è testimoniato dal programma della rassegna di quest'anno che porta avanti, sviluppandole le intenzioni e la vocazione emersa fin dall'inizio. A tematiche di carattere sociale e politici (quest'anno il prologo dedicato alla ricorrenza del '68 e poi la presentazione di un libro sui fatti di Reggio Calabria nel '70) si affianca l'attenzione per il mondo arabo e quello femminile in particolare. Come ha detto uno dei curatori, il giornalista curdo Erfan Rachid, la donna nel mondo arabo spesso è oppressa, ma certo non smette di lottare. Sul tema della condizione femminile è stato trasmesso anche il bel film rumeno 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (2007) di Cristian Mungiu sul dramma dell'aborto clandestino in una Romania ancora sotto Ceausescu. Molto bello il documentario Madri di Barbara Cupisti, che fa incontrare madri ebree e palestinesi, concordi nel ritenere che nulla giustifichi lo spargimento di una sola goccia del sangue dei figli.
Accanto a film e documentari, poi, tavole rotonde, dibattiti e presentazioni di libri.

foto di Enzo Rega, tranne 6 e 7, tratte dal sito dell' Horcynus Festival: nelle foto compaiono Franco Jannuzzi con delle collaboratrici, e poi Jannuzzi con Erfan Rachid e Massimo Barilla

HORCYNUS FESTIVAL 2008

direzioni artistiche: Franco Jannuzzi, Erfan Rachid, Massimo Barilla, Giacomo Farina

Programma


Dal 20 luglio al 3 agosto torna a Messina l’Horcynus Festival.
La sesta edizione dell’Horcynus Festival di Messina prenderà il via il 20 luglio, al Parco letterario Horcynus Orca nell’area di Capo Peloro, la Cariddi del mito, e si concluderà il 3 agosto.
L’Horcynus Festival, dedicato alle arti del Mediterraneo, si articola in più sezioni (cinema, musica, teatro, arti visive), ognuna delle quali arricchita da incontri, workshop, convegni con i protagonisti del festival nell’intento, che muove da sempre l’attività della Fondazione, di promuovere la ricerca e lo scambio culturale tra le diverse sponde del Mediterraneo.
Questa edizione del Festival è divisa in due parti. Un prologo (20-23 luglio), dedicato al cinema italiano degli anni ’70 e la manifestazione vera e propria che partirà il 24 luglio con il Parlamento civile degli intellettuali del Mediterraneo, un workshop in cui figure di spicco dei paesi che si affacciano al mare nostrum ragioneranno insieme sui modelli di sviluppo economico e sociale e sulle domande comuni che Nord e Sud devono cominciare a porsi per crescere in modo integrato. Sarà presente anche l’ex ministro italiano per l’attuazione del programma Giulio Santagata.
Apertura dell’Horcynus Festival
Emilio Isgrò apre l’Horcynus Festival (24 luglio, ore 21)L’evento che darà il via ufficiale all’Horcynus Festival sarà l’inaugurazione del cancello/opera d’arte che l’artista siciliano Emilio Isgrò ha appositamente progettato per la cinquecentesca Torre degli inglesi che è una delle sedi della Fondazione. In questa occasione si potrà visitare anche l’altra opera che Isgrò ha ideato per la Fondazione, un’installazione permanente dedicata al compositore messinese Casalàina che sarà collocata in alcune sale della Torre.
L’evento è a cura di Gianfranco Anastasio.
A seguire, Martina Corgnati, membro del comitato scientifico della Fondazione per l’arte contemporanea, presenterà l’archivio di video arte araba della Fondazione Horcynus Orca.
Gabin Dabiré in concerto (24 luglio, ore 23)All’Horcynus Festival la grande etno-music. Il cantastorie, percussionista e chitarrista del Burkina Faso Gabin Dabiré chiuderà la prima serata con una performance di voci, percussioni e lira africana in cui sarà accompagnato da musicisti senegalesi.

Le rassegne cinematografiche dell’Horcynus Festival
Gli anni selvaggi, il cinema italiano nel decennio 1968-1978 (20-23 luglio)
Nel trentennale dall’assassinio di Aldo Moro, la rassegna di cinema italiano degli anni ’70 funge da prologo all’intera manifestazione con incursioni anche dopo il 23 luglio. Il filo rosso che ha guidato la selezione, curata da Franco Jannuzzi, è il rimescolamento totale che ha contraddistinto quegli anni «formidabili» sul piano sociale, politico e individuale, ma anche i riflessi che ha avuto sul modo di fare cinema. I film scelti, però, non parlano solo del “macro” di cui ormai tutto (o quasi) sappiamo. Raccontano anche degli individui, dei percorsi soggettivi di persone pienamente immerse nel clima culturale di quegli anni, delle cui contraddizioni sono uno specchio. E rappresentano anche il cambiamento del costume. Ecco allora che accanto al più classico Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970, proiettato il 22 luglio alle 23, c’è Grazie zia di Salvatore Samperi (1968, 20 luglio alle 22. 45). E a fianco di Amore e rabbia ((Lizzani, Godard, Bellocchio, Bertolucci, Pasolini, 1969, 21 luglio alle 21), c’è Ultimo tango a Parigi di Bertolucci (1972, 25 luglio, dopo le 23). Ma anche Gatto selvaggio di Andrea Frezza (1969, 3 agosto dopo le 23), Ciao Maschio di Marco Ferreri (1977, 23 luglio alle 23). E poi due film recenti sugli anni ’70: Buongiorno notte di Marco Bellocchio (2003, 2 agosto 2008 dopo le 23) e Vogliamo anche le rose, di Alina Marazzi (2008, 30 luglio ore 21. Il 2 agosto la Fondazione Horcynus Orca premierà l’attore Roberto Herlitzka per la sua interpretazione di Aldo Moro in Buongiorno notte.
Dal 25 luglio in poi, attorno alle 21, strisce giornaliere di quindici minuti sugli eventi degli anni ’70 realizzati da Rainews24
Il cinema arabo.
Film, cortometraggi, autori e attori (26 luglio – 2 agosto)La tradizionale rassegna di cinema arabo, curata da Erfan Rashid, conta oltre venti fra film e cortometraggi inediti in Italia ed è dedicata alle donne nel mondo arabo, alla loro condizione ma anche al modo in cui si vedono e si rappresentano le donne arabe, data la presenza di molte opere firmate da registe, alcune delle quali saranno presenti al festival.
La rassegna è divisa in tre sezioni – Il pianeta è donna, Carcere… carceri..,, Omaggio al cinema dei poveri – che affrontano il tema da diversi punti di vista.

Il pianeta è donna mette a fuoco la condizione femminile con film come Dunia della regista libanese Jocelyn Saab (Egitto 2006, verrà proiettato il primo agosto alle 21.20) che è stato censurato da alcuni paesi arabi ma in Egitto ha dato il via a un dibattito che ha portato il parlamento egiziano a votare una legge contro l’infibulazione. O con film come Madri, di Barbara Cupisti (Italia 2007, 26 luglio, ore 21.30), che al Festival di Venezia ha vinto il David di Donatello per la categoria documentari ma che non è ancora uscito nelle sale. La regista italiana ha raccolto le testimonianze di madri israeliane e palestinesi i cui figli sono rimasti vittime del conflitto. Jocelyn Saab sarà presente al Festival nei giorni delle proiezioni.
Carcere…carceri… mette l’accento sulle reclusioni – penitenziarie o sociali – delle donne arabe. Con documentari come Amina di Khadija Salami (Yemen 2007, 29 luglio, 21.40), che ricostruisce la vicenda della donna che rischiò la lapidazione per adulterio perché aveva avuto una bambina dopo il divorzio dal marito. O come Un giorno nel carcere femminile di Kadhumia a Baghdad, di Oday Salah, che, attraverso le interviste di alcune recluse, mette in luce un fatto paradossale, e cioè che, data la situazione in Iraq, per le donne il carcere finisce di essere un luogo di protezione, un posto in cui vivono meno peggio che altrove.
Khadija Salami sarà presente al Festival nei giorni delle proiezioni.
Omaggio al cinema dei poveri parla di come si fa il cinema, di come viene vissuto e della funzione sociale che ha nei paesi arabi in cui soldi e produzioni scarseggiano. Bellissimo Fi Intiddhar Pasolini, In attesa di Pasolini, di Daoud Aoulad Syad (Marocco, 2007, 2 agosto ore 21.30), che racconta di un film italiano che si deve fare in Marocco e di un tecnico marocchino che deve lavorare in quella produzione. A suo tempo aveva lavorato con Pasolini. Sicché per lui aspettare la troupe diventa “aspettare Pasolini”, che poi, ovviamente, non verrà.
In chiusura di rassegna, una giuria di critici cinematografici arabi premierà l’opera migliore.
È prevista un’anteprima per la stampa di tutti i film e di tutti i cortometraggi nella tarda mattinata della giornata che precede la proiezione ufficiale.
Oltre ai registi indicati saranno presenti numerosi altri registi, attori e critici cinematografici.


I dibattiti dell’Horcynus Festival
La psichiatria, le donne e il cinema.
Tre vere rivoluzioni degli anni ’70. Conversazioni e dibattiti
Sulla scia della rassegna cinema, l’Horcynus Festival ha organizzato conversazioni e dibattiti su tre vere rivoluzioni degli anni ’70, quella della psichiatria, quella delle donne e quella del cinema.
Un futuro di 180, 27 luglio, ore 22
Angelo Righetti, Biagio Gennaro e Franco Rotelli discuteranno della psichiatria prima e dopo Basaglia. Al termine, performance di poesia, musica e immagini di Lello Voce e Michael Gross.
La rivoluzione non è un pranzo di gala, 30 luglio, ore 22.30
Che cosa è stato il movimento delle donne e come è cambiato negli anni. Conversazione su donne, femminismo e postfemminismo alla Carrie Bradshow e Samantha Jones con Alina Marazzi e Franca Fossati. Dopo la proiezione di Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi, che avverrà alle 21.
Gli anni selvaggi, 3 agosto, 22.30
Confronto fra Andrea Frezza e Paolo e Vittorio Taviani sul cinema degli anni ’70.


Le presentazioni dell’Horcynus Festival

25 luglio
Ore 22. 00 1958-2000. Quarant’anni di storia d’Italia in pillole. Conversazione con Fausto Pellegrini, Rainews24.
Ore 22.30
L’Horcynus Festival 2008, presentazione a cura di Franco Iannuzzi e Erfan Rashid
1 agosto
21.15 Proiezione del documentario di Enrico Fierro, La santa. Viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta (Globo d’oro 2008). 22.15
La santa, viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta, Conversazione con Enrico Fierro

La musica all’Horcynus Festival

Musica Nomade. Etno-music all’Horcynus Festival
Con tre artisti di fama internazionale come Gabin Dabiré, Franca Masu e Antonio Calogero a Messina, all’ Horcynus Festival 2008, va in scena l’etno-music in alcune delle sue varianti più raffinate e innovative.
Gabin Dabiré, 24 luglio ore 21
Il concerto del cantastorie, percussionista e chitarrista del Burkina Faso Gabin Dabiré apre la sesta edizione dell’ Horcynus Festival il 24 luglio.
Una performance di voci, percussioni e lira africana in cui Gabin sarà accompagnato da musicisti senegalesi.
Lello Voce e Michael Gross, 26 luglio, dopo le 23
Poesia e musica, parole e suoni. Il napoletano Lello Voce incrocia la sua lirica affilata con le sonorità di un grande della musica americana, Michael Gross, il trombettista preferito da Frank Zappa. Performance ad alta densità sperimentale per il Linton Kwesi Johnson italiano che riprende il filone dei canti popolari afrogiamaicani e del dub per mixarlo con la sperimentazione lirica, con la musica colta e con le immagini. Che saranno dedicate a una delle (vere) rivoluzioni degli anni ’70, quella che ha prodotto la legge Basaglia nella psichiatria.
Franca Masu, 28 luglio dopo le 23
Come nel suo stile, la folk singer sarda terrà un concerto delicato e pieno di sonorità mediterranee che rimandano alla saudade del Fado portoghese e alla passione del tango. Percussioni, contrabbasso, chitarra e voce. Lingua ufficiale: il catalano di Alghero.
Antonio Calogero, 31 luglio, dopo le 23
Messinese d’origine, Antonio Calogero ha preso dagli Stati Uniti dove vive da molto tempo le sonorità jazz e le ha mixate con i tamburi e le percussioni della world music e della musica etnica. All’Horcynus Festival suonerà con un tamburellist pugliese, un percussionista afrocubano e un sassofonista nordamericano. Un concerto strumentale di pura fusion fra jazz acustico e musica mediterranea.

Mostre e installazioni
24 luglio
Reggio ’70, I giorni della rabbia e della passione
Mostra e installazione multimediale realizzata da Massimo Barilla, Salvatore Arena, Fabio Cuzzola sulla sommossa popolare di Reggio Calabria del 1970.
25 luglio
L’attimo neorealista. Fotogrammi 1941-1952
Esposizione organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Le presentazioni dell’Horcynus Festival
25 luglio
Ore 22. 00.
1958-2000. Quarant’anni di storia d’Italia in pillole.
Conversazione con Fausto Pellegrini, Rainews24.
Ore 22.30
L’Horcynus Festival 2008,
Presentazione a cura di Franco Iannuzzi e Erfan Rashid

26 luglio
Ore19.30.
Presentazione del libro di Fabio Cuzzola “Reggio 1970. Storie e memorie della rivolta” Donzelli editore.

1 agosto
Ore 21.15
Proiezione del documentario di Enrico Fierro, La santa. Viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta (Globo d’oro 2008).
Ore 22.15.
La santa, viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta,
Conversazione con Enrico Fierro
Location
Gli eventi dell’Horcynus Festival si terranno tutti a Messina, nell’area di Capo Peloro presso la sede del Parco Horcynus Orca e alla Torre degli Inglesi, sede della Fondazione Horcynus Orca.
Ospitalità
I giornalisti che intendono seguire il Festival saranno ospiti della Fondazione.


Per informazioni:

Ufficio stampa e pubbliche relazioni Horcynus Festival 08
Fabrizia Bagozzi
348. 7137957; 06. 45401037
fabriziabagozzi@gmail.com
Maria Arruzza
347. 7163429
m.arruzza@libero.it

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