Perché?

Perché questo blog?
Per chi ama ancora la galassia Gutenberg?
Per chi ha paura dell'invasività della tecnica disumanizzante?
Per chi ritiene indispensabile ancora la cultura umanistica?

Affinché la tecnica sia davvero mezzo e non fine

venerdì 29 luglio 2011

Premio Prata 2011: La Premiazione (articolo di Raffaele Urraro)



Premio Prata: una serata intensa

in una cornice suggestiva



Irpinia: terra di tesori che hanno una sorta di pudore a mostrarsi ma che avvicinati con garbo e delicatezza d’animo, si aprono a una fruizione che affascina e coinvolge.

E uno dei tesori nascosti e curati con amore e un po’ di gelosia è la Basilica Paleocristiana della SS. Annunziata di Prata di Principato Ultra, paese discreto e tranquillo alle porte di Avellino.

È appunto nel cuore della verde Irpinia, nella suggestiva, antica, cornice della Basilica, che Sabato 23 luglio 2011, in un’atmosfera di altri tempi, ricca di fascino e seduzione, si è svolta la cerimonia conclusiva, quella dell’assegnazione dei riconoscimenti, della V Edizione del Premio Prata.

Danza, musica, poesia, mescolandosi a un delicato gioco di luci sapientemente coordinate, si fondevano in un’aria magica e forse un po’ surreale per questi tempi impietosi e penosi. Gli spettatori, e lo si notava in tutta evidenza, erano rapiti da quell’atmosfera coinvolgente e leggera, intensa e raffinata. E quando i poeti premiati (Luigia Sorrentino, Mariagrazia Calandrone, Claudio Damiani, Morten Søndergaard supportato da Bruno Galluccio), si sono arrampicati su per le rampe che conducevano a quella sorta di eccezionale palcoscenico naturale per leggere i loro testi, allora si è capito che stavamo per assistere a un evento straordinario: da lassù infatti le voci dei poeti, le cui ombre venivano accortamente proiettate da un raffinato gioco di luci dai colori di volta in volta più delicati o lievemente più intensi, ci giungevano come da un cielo misterioso, da un rito arcano per avvolgerci dentro un velo di emozioni e di calmo turbamento dell’animo.

Che dire? Davvero roba d’altri tempi, che richiamava alla mente scene che sanno di antico, quelle delle rappresentazioni teatrali all’aperto che si svolgevano nella Grecia antica. E attrice di una di quelle antiche rappresentazioni appariva la poetessa Sorrentino, avvolta in un lungo abito bianco che le donava una sorta di classica ieraticità, mentre la voce fascinosa della Calandrone, intonata a una armonica musicalità, scendeva lieve e penetrante nell’universo emotivo di noi spettatori. A queste suggestioni si aggiunge la voce suadente e piane di Damiani e l’efficacissima recitazione bilingue (danese–italiano) del duo Søndergaard-Galluccio, e il quadro della splendida performance risulta completo.

È ancora possibile, dunque, parlare al cuore degli uomini in nome del senso del bello e del poetico? Evidentemente sì, è possibile. Ed è un bene che lo si faccia. Soprattutto quando finalità puramente estetiche si sposano con altre finalità, come è/era nelle intenzioni degli organizzatori del Premio Prata, che hanno esplicitamente dichiarato che il Premio ha la specifica finalità “di stimolare gli abitanti verso le varie forme di arte, con la grande scommessa di diffondere le bellezze di un comprensorio come l’Irpinia e specialmente con l’obiettivo di valorizzarne i beni culturali”.

Nell’ambito della manifestazione, condotta con misura ed eleganza da Gigi Marzullo e Stefania Marotti, oltre ai poeti di cui si è detto, sono stati premiati anche Giovanni Centrella (Segretario Generale UGL, come ambasciatore della Valle del Sabato), Franco Arminio (per la carriera di scrittore, poeta e paesologo), Alessia Gazzola (per l’Opera prima di narrativa), Piero Mastroberardino (Premio Speciale della Giuria), Enzo Rega (per la Critica letteraria), Rossella Luongo (per opera di narrativa inedita).

La serata è stata rallegrata dal cabarettista Eugenio Corsi e dal Gruppo musicale “Stars in Music”.

In chiusura restano da ricordare, ovviamente, coloro i quali hanno lavorato per l’organizzazione del Premio: Armando Galdo (Vice Presidente del Premio), Alfredo Petrillo (Direttore artistico), e infine Emilia Bersabea Cirillo, Paolo Saggese, Bruno Galluccio e Claudia Iandolo, che hanno fattivamente collaborato alla selezione dei vincitori. Un plauso particolare, ovviamente, va ad Antonietta Guerre, Presidente e vera anima del Premio Prata, figura di primo piano del mondo culturale irpino, che non solo è notoriamente impegnata nell’attività artistica, ma si prodiga con grande ed encomiabile impegno nel lavoro di operatrice culturale.



Raffaele Urraro




Nessun commento: