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mercoledì 2 luglio 2008

In ricordo di Mario Rigoni Stern

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Mario Rigoni Stern (1921-2008) ha pubblicato tutti i suoi libri con Einaudi.


Il sergente nella neve (1953); Il bosco degli urogalli (1962); Quota Albania (1971); Ritorno sul Don (1973); Storia diTönle (1978); Uomini, boschi e api (1980); L’anno della vittoria (1985); Un amore di confine (1986); Il libro degli animali (1990); Arboreto selvatico (1991); Compagno orsetto (1992); Aspettando l’alba (1994); Le stagioni di Giacomo (1995); Sentieri sotto la neve (1998); Il magico "Kolobok" e altri scritti (1999); Inverni lontani (1999); Tra due guerre e altre storie (2000); 1915-1918 La guerra sugli Altipiani (2000); L'ultima partita a carte (2002); Storie dall'Altipiano (2003); L'Altipiano delle meraviglie, con R. Costa (2004); Il sergente nella neve-Ritorno sul Don (2005); Stagioni (2008). Le sue opere sono poi state raccolte in un volume dei Meridiani Mondadori




PER MARIO RIGONI STERN PUBBLICHIAMO UN RICORDO DELLO SCRITTORE DEL NOSTRO AMICO PASQUALE GERARDO SANTELLA CHE L'HA CONOSCIUTO E CHE HA PUBBLICATO TEMPO FA UN'INTERVISTA




L’ultimo giorno di primavera
Ricordo dello scrittore Mario Rigoni Stern, recentemente scomparso



Una cartolina illustrata: sfondo completamente nero, puntini bianchi disseminati sulla superficie, al centro una massa informe di colore rosa dai contorni sfumati: è, come si legge sulla didascalia sul retro, la foto della nebulosa gassosa Messier 17 nel Sagittario. Me la inviò nell’ottobre scorso lo scrittore asiaghese Mario Rigoni Stern: nello spazio bianco, a sinistra dell’indirizzo, una frase: “...noi siamo tra le stelle, tutti...”, firmato Il sergente nella neve, come il titolo del suo romanzo (autobiografico) più famoso. La cartolina era inserita in una busta assieme ad un breve scritto che mi piace riportare: “Asiago, 18 ottobre 2007. Caro Gerardo, ti ringrazio del tuo ricordo estivo e della tua visita quassù (14 luglio 2007) e del tuo articolo (si riferiva alla conversazione pubblicata sulla pagina culturale del Pappagallo, che gli avevo inviato) e del tuo curioso libro (il mio Nomme e stuorte nomme, che lo aveva molto divertito). Qui già cominciano le brine e al mattino scendiamo sotto zero; è la stagione del lavoro e della lettura. Io però ho rallentato il ritmo e lavorare stanca un po’. Salutami la tua bella terra e ti sia bello l’autunno e buona la salute, Mario”. Mario se ne è andato, a ottantasette anni, il 16 giugno scorso. Era consapevole della fine vicina. “No go paura de morir” aveva detto ad un amico giornalista che era andato a fargli visita qualche mese prima e aveva aggiunto: “Mi raccomando, non voglio pagliacciate ufficiali e che si sappia una settimana dopo”. Volontà rispettata dai familiari, che hanno diffuso la notizia soltanto a funerali avvenuti.
Avevo conosciuto lo scrittore nel 1971, nel mio primo anno di insegnamento, a Bassano del Grappa, in un incontro con studenti di una scuola media che avevano letto Il sergente nella neve, il libro di lettura più diffuso delle scuole venete. Da allora occasionali incontri e corrispondenze. Ma con Mario non c’era bisogno di vedersi o scriversi per dialogare; erano i suoi libri (che ho letto tutti) lo spazio dell’ascolto, dell’incontro e del dialogo. Dall’esperienza della campagna in Russia nella seconda guerra mondiale, dalla prigionia in un campo di lavoro in Polonia, dal suo ritorno a casa a piedi, viaggiando di notte e nutrendosi dei frutti del bosco, erano nate le sue storie di guerra: La storia di Toenle, L’anno della vittoria, Le stagioni di Giacomo, Quota Albania. Racconti ai quali si alternano quelli ambientati sull’altopiano di Asiago: Il bosco degli urogalli; Uomini, boschi e api e soprattutto l’ultimo Le stagioni, un canto alla lettura ciclica del tempo, affine nello schema alle Georgiche di Virgilio. Era l’inverno la sua stagione preferita, il tempo della memoria della scrittura, del racconto, ma, diceva : "La primavera è la stagione giusta per partire, perchè sai che la vita continua”. Se ne è andato proprio negli ultimi giorni di primavera. Ora è fra le stelle o, chissà, è diventato bosco lui stesso, confondendosi tra gli alberi e gli animali del suo altopiano. Ma basterà aprire un suo libro e leggerne qualche pagina ...



Pasquale Gerardo Santella

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da sinistra: Pasquale Gerardo Santella e Mario Rigoni Stern in casa dello scrittore


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